Michelangelo_MI. 

Get yours at bighugelabs.com/flickr

venerdì, 16 ottobre 2009, ore 22:26

Di ritorno, finalmente o purtroppo...

Di ritorno da queste parti dopo un mucchio di tempo, o così mi pare insomma. La cantilena è medesima e ripetuta: sempre meno tempo, e quel poco che rimane da dedicare a piaceri diversi. Ho detto diversi già... non che scrivere lo sia diventato di meno, solo che rimane sempre meno spazio per farlo come dico io. Scrivere male e di corsa non è mai piaciuto a nessuno, men che meno a me che consegnavo a scuola i temi sempre con cinque minuti di ritardo anche se le ore a disposizione erano quattro, cinque, sei...

Di ritorno (il purtroppo trova qui la sua collocazione) dopo una vacanza diversa dal solito. Ho ripromesso a me stesso di non ripetere più (con questo lavoro perlomeno) l'esperienza di rimanere in ufficio ad agosto rimandando le ferie fino ad ottobre. Devo però ammettere che staccare in piena bufera lavorativa autunnale ha sempre il suo tremendo fascino, genera quasi un senso di sottile (ed innocente) vendetta.

Ad ogni modo la vacanza dicevamo... una vacanza itinerante e ben pianificata da me ed E., devo dirlo, siamo stati bravini... tutta organizzata e guidata in macchina con tappe interessantissime: Baden Baden (Germania) con le sue terme (Caracalla e le splendide terme romano-irlandesi, una menzione d'onore per la vasca oligoterapeutica... la foto che allego testimonia proprio questo fantastico ambiente), a seguire Bruges (Belgio) passando per il Lussemburgo... un piccolo gioiello Bruges, che abbiamo deciso di visitare dopo la visione del film In Bruges. Non ha deluso affatto le aspettative: raccolta ed affascinate, elegante, con negozi di cioccolato tanto belli da sembrare gioiellerie, con parchi splendidi, vasti e curati, e ristorantini non economici, quello no... ma signori, come non concedersi un chilo di cozze in salsa di vino (la specialità belga) in uno dei mille bistro disseminati per la cittadina? La menzione d'onore qui tocca al bed & breakfast scelto: se doveste decidere di visitarla non avete alternative... dovete andare assolutamente qui! Per la cronaca, da Bruges ho portato a casa mezzo chilo di cioccolatini assortiti, difficile ammettere di aver assaggiato dei cioccolatini migliori fino ad oggi...

A seguire abbiamo puntato la bussola verso Amsterdam: una quattro giorni che ci ha regalato quarantottore di sole, poca pioggia ed una giornata di nuvolo persistente. Ci è andata bene dato che ad Amsterdam ottobre è sinonimo di pioggia costante: bell'albergo di design con colazioni pantagrueliche (scatta anche qui il mio consiglio, soggiornare decentemente ad Amsterdam è tutto tranne che semplice, approfittatene...) ed un modo di godere della città sfruttando i due giorni di sole sempre in sella all'immancabile bicicletta che definirei unico. Così unico da tentare di riproporre l'esperienza a Milano (da parte di E.) per constatare che non c'è paragone possibile. Un paio di musei (abbiamo preferito lo splendido Rijksmuseum al Van Gogh per una questione di varietà di opere esposte oltre ad una visita alla casa di Anna Frank), per il resto sempre in giro godendo appieno degli svaghi della città, degli scorci fotografici (troppi da raccontare) e di Wok to Walk in Rembrandtplein... ma c'è una spiegazione: Amsterdam non è famosa per la qualità dei propri ristoranti quindi tanto è valso abusare di questo golosissimo fast-food (provare per credere) e dedicare i soldi risparmiati a qualche pensiero e qualche extra-svago in terra olandese.

Per finire, dopo un tappone di quasi 900km costantemente, maledettamente e noiosamente sotto una pioggia torrenziale... siamo arrivati di nuovo in Germania, in Baviera e nella fattispecie a Schwangau, all'inizio della celeberrima Romantische Strasse che abbiamo percorso nella sua tratta sud quasi fino ad Augusta (che abbiamo omesso per sole ragioni di tempo... peccato). Nota negativa da segnalare: siamo andati a visitare il famoso castello di Neuschwanstein, residenza del "re" Ludwig II nonchè ispirazione per il Sig. Walt Disney (avete presente vero? Quello riproposto in ogni Disneyland...). Bene, evitate accuratamente e dedicate più tempo alle bellissime opere in barocco e rococò tedesco di cui è disseminata la Germania nel sud... il castello è una artificiosa replica di un castello rinascimentale costruito per sfizio da questo reale se non altro discutibile nei gusti: durante tutta la visita abbiamo avuto l'impressione di posticcio, di finto e non autentico, insomma, una Neverland di Jacksoniana memoria di fine 800. Abbondavano giapponesi e sprovveduti turisti tedeschi. Devo ammettere che forse in Italia siamo viziati in quanto ad arte ma il suddetto castello gode di una fama tutta immeritata. Guardatevi bene dal spenderci (tanto) tempo, anche per le file e la strada per raggiungerlo. Se proprio vi piace, dato che anche fotografarlo non è agevole, compratevi una cartolina!

Da qui il ritorno passando per il principato del Liechtenstein, Austria e di nuovo Italia. Per non farci mancare nulla sul San Bernardino abbiamo trovato neve, zero gradi e strada quasi ghiacciata. Passate le montagne di nuovo sole e 22 piacevoli gradi... ringraziamo le Alpi.

Un viaggio davvero diverso dal solito, se non altro per l'utilizzo della macchina che ci ha concesso massima libertà di movimento e nessuno stress da check-in forzato.

Di ritorno infine da uno stacco quanto mai necessario che ci ha permesso di tirare il fiato e rilassarci a dovere... con la curiosa coincidenza di aver prenotato le vacanze invernali in Val Gardena proprio durante il viaggio mitteleuropeo.

Tante proposte interessanti e da cogliere (compresa una visita ad Istanbul grazie ad un caro amico nonchè collega temporaneamente dislocato in terra turca) e poco tempo per farlo ora. Ma la voglia di ripartire subito è tanta.

Se non altro rimane persistente dopo due giorni di lavoro una certa dose di relax che spero duri quanto più a lungo possibile.

Tante altre cose da raccontare (tra cui una grottesca esperienza milanese) ma tempo per farlo, si spera, nei prossimi giorni. Ora che, almeno in parte, mi sono riappropriato di questo spazio...




friedrichsbad_1
pandorasbox
Permalink ¦commenti (1)¦ commenti (1)(popup)
categoria : viaggi, passioni, scoperte
mercoledì, 02 settembre 2009, ore 23:38

C'è una logica imperante che oserei definire quasi pubblicitaria nei forum informativi - di vendita - di intrattenimento presenti su internet.

In termini goliardici si usa dire "uppare il post". Questo neologismo informatico peraltro particolarmente sgraziato indica la malsana abitudine utilizzata dai diretti interessati (solitamente i redattori - scrittori dell'articolo o del messaggio di vendita) di commentare il proprio post appunto semplicemente con un messaggio con su scritto "up", ma potrebbe essere anche una virgola o uno spazio vuoto, poco importa. Questo permette ad un nostro ipotetico articolo (scritto da tempo e quindi scalato di importanza se non addirittura di pagina nel forum) di tornare tra i primi articoli visibili in prima pagina e quindi essere visto da quanta più gente possibile. In termini pratici, con continui messaggi di up ci assicuriamo che il nostro articolo rimanga bello visibile ad libitum.

Perchè questo preambolo? Perchè in termini un pò più concreti questo è quello che sta succedendo ormai da mesi con l'annosa questione dell'influenza suina. Partita in sordina (esattamente nell'aprile 2009) con i primi articoli sui quotidiani americani, la pestilenziale influenza ha tenuto banco su giornali e telegiornali con costanza, adeguatamente e strategicamente rilanciata fino a crearne un portentoso case study sanitario di portata globale.

Ora, capisco che questo rimpallare tale notizia possa aver fatto impennare gli ascolti di serial come Grey's Anatomy e Doctor House ma... ma... se vogliamo fare più i maliziosi ed andarci a cercare qualche notiziola succosa, scopriamo che giusto oggi pomeriggio è stata diramata la notizia (mia fonte Corsera online) che sarebbe morta la prima vittima contagiata da tale virus in Italia. Solo in un secondo momento smentita, il paziente è grave ma stabile. Inoltre scopriamo anche che la presunta vittima era (per sua forrtuna è ancora!) soggetta da ben altre e maggiormente gravi malattie. Riportando sempre il Corsera :"L'uomo, ha riferito in mattinata il direttore sanitario del presidio infettivologico di Napoli, Maiorino, «presenta uno stato di compromissione generale e malattie di basi importanti - insufficienza renale e cardiomiopatia dilatativa - su cui si è innescato il virus dell'influenza."

Spingiamoci oltre e pensiamo a che impatto possa aver avuto questa notizia tra la gente comune già sufficientemente allarmata da 6 mesi di terrorismo mediatico.

Voi vi vaccinereste? Prima di farlo è importante considerare due aspetti:

- sono già pronte 48 milioni di dosi di antidoto H1N1 solo in Italia (fonte Fabrizio Oleari, direttore generale prevenzione e sanità del ministero della Salute).

- la Novartis, colosso in campo farmaceutico, ha deciso che il vaccino avrà costi variabili a seconda della ricchezza del paese in cui il vaccino verrà venduto. Il prezzo varierà tra i 2,5 ed i 20 dollari (In Italia costerà 20 dollari).

Facendo due conti della serva, questo significa che avendo già venduto le dosi alllo Stato Italiano, il comparto farmaceutico incasserà solo in Italia (per 15mg di principio attivo a dose, a titolo di cronaca) qualcosa come 960.000.000 di dollari. Sufficienti per ripagarsi lautamente di tutta la pubblicità e di tutti  i nostri  cari "messaggi di up" di cui parlavamo all'inizio, non vi pare?

Ma d'altronde non vorremo mica morire di influenza suina, no? Bene, peccato però che in Italia le vittime da influenza suina ammontino a 0 (zero) per il momento ed a livello mondiale abbia fatto meno vittime di quante ne faccia una qualche malattia rara di origine esotica (l'ordine di grandezza è di qualche centinaio di vittime, concentrate nei paesi con livello di attenzione sanitaria scarso o discutibile, vedi India e Messico).

Ma allora... di cosa stiamo parlando davvero? Di una pericolosa pandemia per la quale dobbiamo davvero allarmarci o di una sensazionale operazione di marketing sapientemente pilotato tramite media e campagne di malainformazione?

A voi le conclusioni. Prima di chiudere però un paio di altre chicche:

- il prezzo della carne di maiale è crollato del 45% sebbene sia riconosciuto universalmente che mangiare carne di maiale non rappresenti veicolo di contagio. Mi chiedo quanti siano i posti di lavoro persi, mi piacerebbe avere una statistica di questo dato...

- la Roche ha messo (rimesso) in vendita il proprio vaccino contro l'influenza suina, il Tamiflu. Lo stesso che aveva proposto ai tempi dell'influenza aviaria... che strano...

Buone costolette di maiale a tutti!!!



le_tavole_del_maiale
pandorasbox
Permalink ¦commenti ¦ commenti (popup)
categoria : sfogo, io me medesimo, io mi informo
mercoledì, 12 agosto 2009, ore 01:01

Vorrei vorrei...

Vorrei ricredermi su ciò in cui fatico a credere. Vorrei sfatare i luoghi comuni fin troppo comuni. Vorrei (a volte) riscrivere la storia e deviare il binario inforcato da questo pazzo paese.

Vorrei gli italiani più italiani, più uomini e meno caporali. Li vorrei più sinceri, più veri, animati da un senso civico autentico. Ci vorrei più legati al nostro paese, ai nostri ideali, più orgogliosi di vivere sotto questo cielo. Più orgogliosi di tornare in patria dopo un viaggio e dopo un beato sospirare "Ah, però l'Italia...". Vorrei shakerare la mia città che ultimamente mi sembra vittima di sè stessa e tirarne fuori un fantastico aperitivo: 1/3 di Londra, 1/3 di Trieste, 1/3 di Roma. Agitato non mescolato (cit.)

Vorrei gente motivata nella stanza dei bottoni, giudicata e premiata per i risultati ottenuti senza alternativa a questo criterio. Vorrei non saltare le prime otto pagine di ogni quotidiano con un'irrimediabile senso di deja-vù. Vorrei non sorridere amaramente quando scopro che ricercatori talentuosi scelgono la fuga all'estero. Vorrei (anch'io) non dover accarezzare il sogno di una carriera all'estero per sola disperazione, vorrei poter pensare che l'erba del vicino oggi è un pò più secca della mia. E che io qui ci sto proprio bene.

Vorrei veder sventolare il verde-bianco-rosso anche prima delle olimpiadi e dopo le partite della nazionale. Anzi, ne vorrei vedere uno per ogni via delle città. Sempre. Senza che il senso di appartenenza diventi motivo di chiusura, ma base di partenza imprescindibile per ogni dialogo con qualsiasi altro popolo.

Italiani, ci vorrei un pò più maturi e consapevoli di cosa abbiamo tra le mani e sotto i piedi. Un pò più incazzati e sdegnati - ma costruttivamente - davanti alle cose che non vanno. Forse un pò più italiani, un pò meno pecore.

Vorrei vorrei, ma non si può. Perchè quello che voglio si ottiene in due sole maniere: con un profondo dramma tale da sconvolgere le genti del Bel Paese (si stava meglio quando si stava peggio?) oppure lasciando passare qualche generazione e sperando che quella che ci ha trascinati carponi fino a qui decida di cambiare aria. E magari anche tricolore sotto cui spendere la propria pensione, perchè no...


pandorasbox
Permalink ¦commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria : tristezza, sfogo, amarezze
martedì, 04 agosto 2009, ore 23:22

[...]

Secondo due rapidi calcoli mi trovo.... tra le.... centocinquanta e le centosettanta miglia a sud-ovest di Tristan da Cunha. Se non fosse per il vecchio Ulysse Nardin appeso come un crocifisso implorante sopra la mia testa, faticherei a dare un'ora a questo cielo, a questo mare. A questo luogo.

Mi sento come in aperta campagna in pieno inverno, quando anche il più tragico dei rumori affoga nella consolante compattezza del bianco nebbia, che tutto avvolge. Eppur non rende quieti.

Qui c'è solo un mucchio di assi di legno mal ridotte dopo la tempesta dell'altro giorno. Ricordo solo che questo mucchietto ha un nome (se non l'ha portato via il Signore e la sua furiosa massa d'acqua ci dovrebbe essere ancora dipinto in bella calligrafia il suo nome sulla poppa, da qualche parte). C'è solo lei - Alibi - ed il mio orologio. Il beccheggio di questo corpo inerme sulle placide acque a ricordarmi che respiro, che esisto, che vivo ancora per Dio... ed un cielo compatto che muta tra il livido violetto e un enigmatico rosa. Il miscuglio di tinte però azzera qualsiasi emozione, anestetizza.

Sono uscito dalla coperta da dieci minuti. Ci sono sette umidi gradi ed una brezza tesa. L'inverno australe muove i suoi primi passi ed io mi trovo dove non dovrei assolutamente essere. Credo che la solitudine di questo luogo non sia seconda a quella che proverebbe un'uomo abbandonato a sè nell'infinito spazio: definire Tristan da Cunha l'ultimo baluardo della civiltà mi parrebbe forse eccessivo: pochi inglesi misti a pochi liguri - i Lavarello ed i Repetto, curiosa storia la loro... - un'incestuoso miscuglio di genti che non potrebbe che vivere in un villaggio, Edinburgh of the Seven Seas, a cui è stato dato un nome familiare per mantenere il contatto con luoghi remotissimi ma in un certo modo familiari. Più ad est, a millesettecentocinquanta miglia il Sud Africa. Ad oltre duemila verso ovest, l'Argentina. Poco più a sud l'incubo di ogni navigatore, il canale di Drake e l'immensa banchisa polare. Alzo lo sguardo poi, e tutto mi appare come un quadro in costante cambiamento. Una distesa di acqua profonda qualche chilometro sotto i miei pensieri che gioca a mutar tinta tanto quanto mutano un paio d'occhi chiari al variar del cielo.

Ushuaia mi appare bella e lontana quanto un'utopia e di tornare indietro... piuttosto getto l'ancora ad Inaccessible Island per una settimana, lasciando marcire l'idea pazza. C'è tanta strada ancora da fare prima di trasformare ricordi in leggende da taverna. Ed il sole ormai scioglie i miei pensieri come ghiaccio al fuoco...

Avrei tanta voglia della compagnia di qualche albatros... mhhhh....

[...]

Tristan da Cunha from Nightingale
pandorasbox
Permalink ¦commenti ¦ commenti (popup)
categoria : racconti
sabato, 01 agosto 2009, ore 11:42

Non l'ho mai sopportato perchè politicamente e sfacciatamente schierato e, per come la penso io, la musica non dovrebbe essere veicolo di messaggi politici ma di ben altri contenuti. Ad ogni modo questa... è davvero una poesia e non posso fare a meno di pubblicarla tanto è il bisogno di ispirazione e poesia di questi tempi:

pandorasbox
Permalink ¦commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria : citazioni, musica, poesia, passioni, emozioni
mercoledì, 29 luglio 2009, ore 01:06

Troppo il tempo lasciato a terra, troppe le ore immolate in cause "di passaggio": in questo periodo non riesco a capire se la direzione scelta sia quella corretta o meno, se sia in grado di portarmi lungo sentieri più battuti o se sia piuttosto un comodo sentiero verso il fossato a lato.

Satura la mia giornata ed inesistente tutto il resto, azzerate le minime buone intenzioni. Raccolgo briciole e cerco di spenderle nel migliore dei modi, pure riuscendoci. Ma è un ripiego che non può in alcun modo soddisfarmi. E durare.

E così viene a mancare tutto: l'ispirazione per una poesia, una buona idea per uno scatto fotografico, quattro righe da scrivere in questo sperduto luogo che ormai mi risulta sempre meno familiare.

Forse sono semplicemente abituato a lamentarmi "con stile", elaborando ottimi supporti ai miei stati di insofferenza, che in fondo accetto di buon grado. Questo è quello che vedo estraniandomi un pò dal me medesimo. Ma non riesco a capire, anche in questa condizione, se sia frutto di una mia allucinazione piuttosto che di una lucida analisi.

Ciò che invece è oggettivamente evidente (a me prima che a tutte le persone che mi circondano) è il fatto che sono stanco. Come raramente lo sono stato. E la corsa è una corsa un pò alla cieca. Spendo energie senza risparmio, penso di essere arrivato al limite massimo ma mi rendo conto che ho ancora qualcosa da "buttare dentro" e non esito a farlo. Ma non sono l'eccezione perchè tutti attorno a me lo fanno. E questo vile meccanismo ti porta a pensare che se alzi bandiera bianca per primo sei tu l'unico a perdere la corsa. O forse a fermarsi in tempo?

Confuso, infastidito, inacidito. In queste condizioni non capisco come faccia a mantenere un certo equlibrio su fronti diversi dal mondo lavorativo. Che schifo...


pandorasbox
Permalink ¦commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria : tristezza, delirium tremens, amarezze, io me medesimo
martedì, 14 luglio 2009, ore 00:51

E' che ad essere felici veramente... ma veramente, eh? Ci vuole poco dai...

... poco.

168 ore altrove, in un posto sufficientemente selvaggio e lontano. 168 ore leggendo un libro per il puro gusto di leggerlo e non necessariamente studiarlo, mangiando delle ottime orate alla griglia, guidando sulle strade tutte tornanti a ridosso di mare blu, azzurro, celeste, cobalto, spegnendo il cervello per far riposare anche lui, dormendo senza sveglia alcuna, scattando fotografie di quelle che vengono facili tanto bello è il posto (ed i soggetti), facendomi amico un cane con mezzo biscotto al cioccolato, sognando una strada sterrata lunga 26km verso Olympos, maledicendo le nuvole ad ovest e ringraziando il sole caldo ad est che con regolarità baciava il nostro versante dell'isola, omaggiando il meltemi per averci fatto respirare a dispetto del sole talvolta spietato... 168 ore belle, piene, succhiate fino all'osso. Soprattuto necessarie.

E poi questo weekend, un addio al celibato, una grande festa tra persone genuine, questa volta non guastata da banali sapori come è successo in Umbria: una festa si, di quelle belle, divertenti e devastanti (7 ore di sonno totali tra venerdì e domenica), grandi bagordi e scene d'antologia (D. caricato in macchina di peso da un corpulento soggetto con tanto di pickup "centraficano style" e passamontagna dal vago sapore mediorientale, S. che urla come un matto dopo aver fatto cinque o sei viti in parapendio ed arriva a terra sulle sue ginocchia, il mitico match di beach volley con tanto di bagno - giusto per metterlo a referto - nella pozzanghera in quel di Marina di Carrara...).

Belle giornate, utili e necessarie per staccare da una settimana lavorativa che cerca di rubare sempre più ore al tempo libero, ed io che geloso cerco di difenderlo a spada tratta, quando posso, più che posso.

E poi il relax mentale per aver finito gli esami in Uni (ma anche la crescente agitazione per non aver ancora deciso la materia per la tesi), la proposta economica da fare per la reggia milanese, il matrimonio di R. che si avvicina ed io che sono ancora senza flash (ahem...), il corso di spagnolo, non da ultimo, da iniziare... insomma, di carne al fuoco ce n'è tanta, e conoscendomi non potrebbe essere diverso.

Non si finisce mai. Forse per fortuna!




DSC_0126
pandorasbox
Permalink ¦commenti (1)¦ commenti (1)(popup)
categoria : viaggi, passioni, fotografia, emozioni, uni
lunedì, 29 giugno 2009, ore 13:42

Io chiudo qui. Solo per una settimana, purtroppo o per fortuna che sia. Ma chiudo qui.

Con tante riflessioni personali, cose da raccontare ed ancora (tante) cose da fare. Ma chiudo qui. Perchè dopo stamattina non ne posso più. Ho bisogno di staccare, di non pensare, di isolarmi. Lontano, dove nessun cliente e nessuna mail potrà mai raggiungermi. Mi rifugio qui, a Κάρπαθος. Ben sapendo come vanno queste cose (e come è stato per Lampedusa l'anno scorso) tutti l'anno prossimo avranno in bocca solo quest'isola parlando della Grecia....

E tutto quello che sarà dopo in un certo senso... sarà diverso!

Au revoir mes amis...  a bientot!

Mick

karpathos-2
pandorasbox
Permalink ¦commenti ¦ commenti (popup)
categoria : viaggi, uni , ed ora
lunedì, 22 giugno 2009, ore 01:21

E se il viaggio senza destinazione dovesse necessariamente trovarne una? Magari non questo viaggio, magari il prossimo... ma, se pur con tutti i se ed i ma... dovesse avere un traguardo chiaro?

Sarebbe un male assoluto? Mi toglierebbe qualcosa? Sminuirebbe il mio viaggio?

Queste sono le domande di questa sera... viaggiare senza destinazione è stato un metodo geniale finora: mi ha permesso di arricchirmi vergognosamente di esperienze senza inutili costrizioni mentali e schemi logici del tipo se allora. Mi ha permesso di percorrere tante strade, tutte assieme, creandomi mille alternative e saltando da una all'altra a mio piacimento. Una specie di macchina con il turbo sempre innescato. Proprio per questo viaggiare così è stato sicuramente emozionante ma molto dispendioso.

Mi domando se non sia giunto il momento di indirizzare le energie, di incanalarle in sentieri più organizzati piuttosto che lasciare che si disperdano tutt'attorno, a 360 gradi.

La riflessione è stata innescata da una chiaccherata con M. il quale mi ha aperto davvero gli occhi su molte cose, molto più di quanto avessero fatto i suoi predecessori finora. Non mi aspettavo davvero che M. fosse una persona tanto attenta e curiosa. Posso senz'altro dire (senza vergogna alcuna) che mi ha osservato per bene dentro senza dare nemmeno l'impressione di guardarmi. La riflessione è stata anche innescata dal fatto che ormai qualcuno dei "miei viaggi" è in procinto di terminare. Come ad ogni fine che si rispetti, si tirano le somme. Nello specifico ci si chiede come si sia arrivati fin qui e quanto sia costato. Il bilancio è certamente positivo ma l'efficienza (qui intesa come risultati quasi raggiunti a fronte di risorse impiegate) poteva essere molto migliore.

Calma però, non c'è fretta. Ancora qualche mese (non più tardi di fine anno) e potremo chiudere qualche partita. Ed in quell'occasione, ragionando a mente lucida, decidere come investire le prossime energie...

Il sonno incalza, la corsa sotto la grandine di oggi si fa sentire sulle palpebre e nelle gambe. E il weekend passato a Bormio settimana scorsa è già un piacevole ricordo. Tutti argomenti di discussione ricchi di di spunti.

Ma non ora... awhn....

M.




pandorasbox
Permalink ¦commenti ¦ commenti (popup)
categoria : change, io me medesimo
giovedì, 04 giugno 2009, ore 01:42

Concepito ormai diversi mesi fa (in piena preparazione esami), vede finalmente la luce Non Zero.

Non Zero non vi si presenterà certo nella sua veste definitiva nè tantomeno definitivi saranno i contenuti (manca ancora uno dei tre elementi fondanti, la musica).

Non Zero nasce dalla volontà di miscelare adeguatamente tre delle mie passioni più forti: fotografia, musica e poesia.

Non Zero - ovvero l'antitesi del nulla, dell'assenza di contenuti - sarà tuttavia uno spazio web minimale. Poca grafica e poche distrazioni, largo alle immagini, ai testi ed ai suoni.

Non Zero ospita eccezionalmente una citazione in questo suo "numero zero": da oggi in poi foto e testi saranno rigorosamente opera del sottoscritto. Per la musica... forse sarà meglio continuare ad affidarsi a terzi :-)

Non Zero è aperto a critiche, positive o negative che siano, purchè costruttive.

Non Zero vuole crescere e diventare importante. L'obiettivo dichiarato è quello di renderlo una mostra vera e propria da allestirsi in uno spazio molto più fisico e molto meno virtuale. La realizzazione del sogno tuttavia è ancora un abbozzo di cantiere a cielo aperto.

Mick

nonzero.splinder.com


pandorasbox
Permalink ¦commenti ¦ commenti (popup)
categoria : musica, poesia, fotografia, novità, la nuova avventura, non zero